- Giovanni Alemanno (Gianni Alemanno)

Giovanni Alemanno (Bari, 3 marzo 1958) è un politico italiano, sindaco di Roma dal maggio 2008. È stato ministro delle politiche agricole dal 2001 al 2006 per il Governo Berlusconi II e III.

Vita personale

Figlio di un ufficiale dell'esercito, trascorre a Bari la prima infanzia e si trasferisce a Roma all'età di 12 anni; nonostante si sia trasferito nella Capitale da bambino, non ha mai abbandonato l'inflessione pugliese tanto da meritargli il curioso nomignolo di "Aleménno".

Dal 1992 Alemanno è sposato con Isabella Rauti (figlia dello storico esponente del MSI Pino Rauti, oggi Presidente nazionale del Movimento Idea Sociale) con la quale ha un figlio.

Laureato in ingegneria per l'ambiente e il territorio nel 2004, è giornalista pubblicista.

Appassionato di alpinismo, nel 2004 è stato Capo spedizione onorario nella scalata del K2 per il cinquantenario della conquista italiana della seconda vetta del mondo.

Vita politica

Movimento Sociale Italiano

Alemanno entra da giovanissimo in politica, nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino. Negli anni '80 è uno dei leader della corrente rautiana del FdG, insieme a Marco Valle, che si contrapponeva all'ala almirantiana guidata da Gianfranco Fini.

Nel 1988 diventa Segretario nazionale del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Resterà in carica fino al 1991, caratterizzando il suo segretariato per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche sociali e filo-nazionali, che lo portarono tra le altre cose a disapprovare le posizioni assunte dal neonato partito della Lega Nord di Umberto Bossi.

Nel 1990 è stato fondatore e promotore della società di servizi "Euroservice", operativa nel campo dei servizi dell'edilizia e del lavoro giovanile, e da allora è membro onorario della Camera del commercio e dell'industria dell'Argentina.

Sempre nel 1990 viene eletto la prima volta nel Consiglio regionale del Lazio.

Alleanza Nazionale

Il 1994 e il 1995 sono gli anni della "Svolta di Fiuggi", in cui Alemanno, insieme agli altri dirigenti del Movimento Sociale, decide di fondare Alleanza Nazionale, abiurando le vecchie posizioni estremiste, in favore di una destra nazionale, liberale e conservatrice.

Nel 1994 viene eletto deputato alla Camera dei Deputati al maggioritario, nel collegio 19 della circoscrizione Lazio 1. Nello stesso anno è nominato dirigente del "Dipartimento per le politiche del volontariato e dell'associazionismo" di Alleanza Nazionale. Nel 1996 viene rieletto alla Camera dei deputati nel proporzionale.

Fonda quindi insieme a Francesco Storace l'associazione "Area", ed è ancora oggi membro del comitato di direzione dell'omonimo mensile di attualità politica e culturale. Alemanno e Storace sono stati in AN i principali esponenti della corrente Destra Sociale.

Da allora Alemanno è stato impegnato in associazioni culturali e di volontariato, ha contribuito a promuovere molte iniziative culturali e non profit, tra cui l'"Associazione culturale di Area", il gruppo ambientalista "Fare Verde, l'ONG per la cooperazione internazionale "Movimento comunità", l'associazione di volontariato "Modavi" e la Fondazione "Nuova Italia".

Nel 2000 è il responsabile organizzativo della campagna elettorale di Francesco Storace per la Presidenza della Regione Lazio e, l'anno seguente, responsabile del programma politico del candidato a sindaco di Roma, Antonio Tajani. Alle elezioni politiche 2001, è stato rieletto alla Camera nel maggioritario, nel collegio 21 della circoscrizione Roma 1.

Al ministero

Dal 2001 al 2006 Alemanno è stato Ministro delle Politiche Agricole e Forestali durante i Governi Berlusconi II e III. Come ministro ha portato avanti alcune battaglie ambientaliste a favore delle coltivazioni biologiche e in difesa dei prodotti nazionali. Massimo D'Alema disse di Alemanno che era stato «il miglior ministro del governo Berlusconi». Nel marzo 2002, incalzato dalle domande di Report per l'inchiesta sull'olio d'oliva, decide di non rispondere e abbandona l'intervista con Bernardo Iovene.

Nel novembre 2003 è stato promotore e presidente della prima Conferenza euro-mediterranea sulla Pesca e sulla Agricoltura, in cui sono state definite nuove regole per difendere gli interessi dei pescatori e degli agricoltori.

Il 19 novembre 2004 è stato nominato vicepresidente di Alleanza Nazionale insieme ad Altero Matteoli e Ignazio La Russa, carica che ha poi abbandonato un anno dopo. Dal 2005 è presidente onorario dell'Associazione cima Giovanni Paolo II.

Alle Elezioni Amministrative 2006 è stato il candidato sindaco di Roma della Casa delle libertà, sfidante di Walter Veltroni. Alemanno raccolse il 37,1% dei voti, contro il 61,4% di Veltroni, che fu confermato sindaco.

In seguito alle dimissioni di quest'ultimo avvenute dopo neanche due anni (dovute alla candidatura di Veltroni alla presidenza del consiglio), Alemanno è stato riproposto come candidato sindaco di Roma dal neonato partito del Popolo della Libertà.

Sindaco di Roma

Manifesto elettorale del ballottaggio in un seggio di Roma

Per la seconda sua candidatura a sindaco ha ricevuto l'appoggio delle seguenti liste: il Popolo della Libertà, il Popolo della vita, il Partito Repubblicano Italiano, La voce dei Consumatori, il Movimento per l'Autonomia, e una Lista Civica per Alemanno.

Svolgendo una campagna elettorale all'insegna del cambiamento, Alemanno ha titolato i suoi manifesti elettorali "Roma Cambia", e ha sottoscritto insieme ad Alfredo Antoniozzi (candidato per la provincia di Roma) e agli altri dirigenti del Popolo della Libertà un patto con Roma basato su 16 punti da realizzare in caso di elezione. Ha affermato di tenere in particolare alla sicurezza delle persone e di voler combattere il degrado cittadino.

Il 13 e 14 aprile 2008 si è tenuto il primo turno delle elezioni amministrative, dove ha ottenuto il 40,7% dei voti, raggiungendo il ballottaggio contro il candidato del Partito Democratico, Francesco Rutelli. Per il secondo turno Alemanno non ha chiesto apparentamenti ufficiali con la Destra di Storace o con l'UDC, ma ha chiesto ai cittadini un voto "secondo coscienza".Il dirigente de La Destra Francesco Storace ha comunque deciso di sostenere Alemanno anche senza un apparentamento ufficiale. A sostegno di Alemanno si sono schierati anche il candidato sindaco della Rosa Bianca Mario Baccini, il leader del Movimento Idea Sociale Pino Rauti e numerosi consiglieri municipali dell'Unione Democratica di Centro.

Il 24 aprile, agli sgoccioli della campagna elettorale per il ballottaggio, Alemanno ha visitato la Moschea di Roma per un incontro ufficiale con la comunità musulmana capitolina. L'incontro è stato molto apprezzato poiché è stato il primo nella storia con un candidato sindaco a Roma. Durante il breve incontro Alemanno ha sottolineato il suo impegno per il rispetto reciproco delle identità e ha proposto trasporti pubblici più efficienti per il centro islamico e corsi di italiano dentro la moschea, «perché la lingua è la base dell´integrazione».

Al ballottaggio tenutosi il 28 aprile 2008 è stato eletto con 783.225 voti su 1.459.697, il 53,656 % del totale dei voti validi. Subito dopo l'elezione Alemanno ha dichiarato di voler essere il sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi e divisioni; e ha dedicato la vittoria a Gianfranco Fini e al dirigente di AN Tony Augello prematuramente scomparso. I festeggiamenti per l'avvenuta vittoria di Alemanno a sindaco sono stati al centro di alcune polemiche da parte di avverse forze politiche a causa della presenza di qualche decina di manifestanti che hanno esultato con saluti romani ed esibizione di croci celtiche ma il neo-eletto sindaco ha poi preso le distanze da tali manifestanti dichiarando la sua intenzione di collaborare con i dirigenti di tutte le comunità etniche e religiose presenti nelle capitale.

Il 14 aprile 2008 Alemanno era stato inoltre riconfermato deputato nel collegio Lazio1 nella lista del PdL, ma decide di rinunciare alla carica di parlamentare per dedicarsi a tempo pieno alla città di Roma.

Nei primi giorni di maggio, Alemanno, appoggiato dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, ha ribadito l'intenzione, già espressa in campagna elettorale, di smantellare la teca dell'Ara Pacis, oggetto di polemiche perché ritenuta in contrasto con l'ambiente circostante, e per il fatto che la costruzione dell'opera sarebbe stata assegnata unilateralmente all'architetto newyorkese Richard Meier. Alemanno ha comunque tenuto a precisare che non si tratta di una priorità, e che eventualmente sottoporrà la decisione a referendum.

Provvedimenti principali

Alemanno davanti al Colosseo

All'inizio del mandato Alemanno ha incontrato i rappresentanti dei rom italiani, affermando di essere rimasto molto colpito dal degrado presente nei campi nomadi, ribadendo l'intenzione di chiudere quelli non autorizzati e di voler nominare un commissario straordinario per l'immigrazione, commissario che verrà trovato nella persona del prefetto Carlo Mosca, sostituito in seguito da Giuseppe Pecoraro. Per cercare di garantire la sicurezza in città è stata quindi fatta richiesta, d'accordo col ministro dell'interno Roberto Maroni, di trecento militari per presidiare i quartieri e le stazioni periferiche, che sono poi divenuti operativi nell'agosto 2008. Un'altra decisione presa da Alemanno in materia di sicurezza ha riguardato la dotazione di armi da fuoco per i vigili urbani (salvo i casi di obiezione di coscienza), a seguito di un accordo raggiunto con tutte le sigle sindacali della polizia municipale che hanno espresso la loro soddisfazione per una decisione attesa da trentacinque anni.

Il 5 giugno 2008, intanto, il sindaco ha dato il via ai lavori per il completamento della nuova tangenziale Est a Tiburtina, un progetto di cui si parlava da vent'anni e da lui definito "ambizioso".

Nel giugno dello stesso anno Alemanno ha reso nota l'esistenza di un grave indebitamento del Comune di Roma, ammontante a circa 8,1 miliardi di euro, che sarebbe stato ereditato dalla precedente amministrazione veltroniana. Per farvi fronte, il governo nazionale ha emesso un assegno di 500 milioni volti a coprire i conti scoperti, e ha nominato lo stesso Alemanno "commissario per il monitoraggio del deficit capitolino". La cifra citata da Alemanno è stata poi ridotta dall'agenzia di rating Standard & Poor's del 20% circa, a 6,9 miliardi di euro.

Nel luglio 2008 il sindaco ha invitato l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato a presiedere la "Commissione per lo sviluppo di Roma Capitale", una sorta di Commissione Attali per Roma. Si tratta di una commissione bipartisan da lui voluta, una sorta di laboratorio d'idee per ridisegnare il volto della Capitale. L'ex ministro Giuliano Amato ha inizialmente accettato l'incarico, ma poi ha deciso di rinunciare a seguito di alcune polemiche che hanno investito il sindaco in occasione della ricorrenza dell'8 settembre circa il giudizio da lui dato sul fascismo. Alemanno ha infatti affermato che il movimento non fu il male assoluto a differenza delle Leggi razziali promulgate dal regime fascista in Italia nel 1938, scindendo i due fenomeni. Le reazioni furono soprattutto da parte della comunità ebraica di Roma, che affermò che le leggi razziali suddette furono appunto emanate dal regime fascista, e da esponenti del Partito Democratico, in particolare l'ex sindaco Veltroni che, in segno di protesta, si dimise dal Museo della Shoah ritenendo inaccettabile sedere al tavolo con chi aveva espresso certe parole, ma poi ritirò suddette dimissioni.Alemanno tornò in parte sulle sue parole affermando che voleva omaggiare chi morì aderendo in buona fede al fascismo senza dimenticare la condanna alla realtà storica del movimento, da lui definito più complesso. Il sindaco inoltre affermò che la polemica è stata più derivata dai titoli dei giornali che dalle sue affermazioni ufficiali.Questa commissione per il futuro di Roma Capitale è presieduta da Antonio Marzano. In un viaggio ad Auschwitz, insieme agli studenti delle scuole superiori, Alemanno ha ribadito la sua netta condanna di ogni totalitarismo, delle violenze fasciste, naziste e comuniste, garantendo un incremento dei cosiddetti "viaggi della Memoria" da parte delle scolaresche romane.

Il 17 novembre 2008 Alemanno ha quindi dato il via libera al progetto di un Museo della Shoah che dovrà sorgere nel parco di Villa Torlonia: un parallelepipedo nero su cui saranno incisi i nomi degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento nazisti. Il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici ha elogiato il sindaco per aver accelerato i tempi della progettazione, e per averne dato annuncio proprio nel giorno del settantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia.

L'11 settembre dello stesso anno, la giunta Alemanno ha stabilito di rinunciare alla costruzione di un parcheggio multi-piano al Pincio,deciso dalla precedente amministrazione veltroniana ma che era stato oggetto di numerose contestazioni da parte di ambientalisti, archeologi e uomini di cultura.

Altri provvedimenti di rilievo della giunta Alemanno sono stati: un'ordinanza contro la prostituzione nelle strade, il tentativo di ricapitalizzare l'azienda dei rifiuti Ama ridefinendone il ruolo insieme al presidente della regione Marrazzo,il censimento e lo smantellamento di sei campi nomadi, allestendo presidi di vigilanza per garantire vaccinazioni e scolarizzazione ai bambini rom, e per espellere gli irregolari.

Il 9 febbraio 2009 Alemanno ha conferito la cittadinanza onoraria di Roma al Dalai Lama, capo spirituale del popolo tibetano.

Il 9 marzo, poi, Sua Santità, papa Benedetto XVI è stato ricevuto in Campidoglio dal sindaco Alemanno.

Il 24 maggio 2009, presso la sede dell'Ambasciata della Federazione Russa, il sindaco Alemanno ha incontrato il suo omologo di Mosca, Jurij Mikhailovic Luzhkov. Lo stesso giorno, inoltre, il sindaco Alemanno ha ricevuto in Campidoglio la first lady russa, la moglie del presidente Medviedev, la signora Medviedeva.

Vicende giudiziarie

Sul finire del periodo turbolento degli anni di piombo, Alemanno fu coinvolto marginalmente in alcuni episodi: venne fermato nel novembre 1981 per avere partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all'aggressione di uno studente di 23 anni. Venne poi assolto. (Ansa, 20/11/1981)

Nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una bomba Molotov contro l'ambasciata dell'Unione Sovietica a Roma, e per questo episodio scontò 8 mesi di carcere a Rebibbia, ma poi venne assolto per non aver commesso il fatto. (Ansa, 15/05/1988)

Il 29 maggio 1989, insieme ad altri militanti del Fronte della Gioventù, fu arrestato a Nettuno (ma scarcerato dopo pochi giorni) per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d'America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. È stato poi assolto da ogni accusa.(Ansa 29 e 30/05/1989)

Indagato dal Tribunale dei ministri per presunti finanziamenti illeciti ricevuti da Calisto Tanzi, tramite Bernardoni Romano, per la sua rivista «Area» (85mila euro), è stato assolto l'11 gennaio 2007 perché il fatto non sussiste.

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