Augusto Minzolini

Augusto Minzolini (Roma, 3 agosto 1958) è un giornalista italiano, notista politico ed attuale direttore del TG1.

Biografia

Dopo aver ottenuto la maturità classica, comincia nel 1977 a lavorare come giornalista. Svolge il praticantato all'agenzia di stampa Asca. Nel 1980 diventa giornalista professionista.

Nel 1983 è collaboratore del settimanale Panorama, che lo assume due anni più tardi. Nel 1990 è assunto a La Stampa di Ezio Mauro; due anni dopo il successore Paolo Mieli lo nomina inviato. Carlo Rossella lo promuove editorialista nel 1997. Nel 1998 intervista ad Hammamet (Tunisia) Bettino Craxi per il programma «Passioni», andato in onda su Rai Due il 15 luglio 1998, che suscitò alcune polemiche.

La giuria internazionale del Premio Ischia, nell'edizione 2009, presieduta da Lucia Annunziata, ha conferito a Minzolini un riconoscimento speciale.

Colpi giornalistici (scoop)

Il 22 marzo 1994, in un suo articolo su la Stampa apparve una dichiarazione di Luciano Violante, all'epoca presidente della Commissione Antimafia, che rivelava il coinvolgimento di Alberto Dell'Utri, fratello di Marcello Dell'Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi, in una inchiesta giudiziaria insieme al boss mafioso Nitto Santapaola. Violante smentì e querelò Minzolini, ma fu costretto a dimettersi per il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni. Nel 1996 Minzolini rivelò che l'intervista, nella parte relativa alle dichiarazioni di Violante su Dell'Utri, non era mai avvenuta ed era «frutto di impressioni soggettive determinate da un malinteso all'interno di una conversazione su altro soggetto».

Nel 1997 Minzolini rivelò su La Stampa, lasciando spiazzate le altre testate, l'accordo per eleggere Massimo D'Alema alla presidenza della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali.

Nello stesso anno fu l'unico a scoprire il luogo della cena nella quale Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Massimo D'Alema e Franco Marini siglarono il «patto della crostata» sulle riforme della Costituzione.

Direzione del Tg1

Il 20 maggio 2009 viene nominato a maggioranza dal CdA Rai direttore del TG1, senza i voti di tre esponenti del centrosinistra, che avevano abbandonato l'aula, giudicando la nomina "irricevibile", ottenendo il voto favorevole del presidente della Rai Paolo Garimberti.

Nomina

Secondo il senatore dell'Italia dei Valori Pancho Pardi la nomina di Minzolini (di competenza del CdA) è stata decisa da Berlusconi. Minzolini ottiene la fiducia della maggioranza dei redattori del Tg1 che votò il suo piano editoriale con 101 voti a favore e 40 contro.

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Nell'estate 2009 Minzolini è a centro di forti polemiche perché accusato di oscurare al Tg1 le notizie sugli scandali sessuali che vedono coinvolto Berlusconi a Villa Certosa e Palazzo Grazioli. L'opposizione lo accusa di fare un Tg di regime che nasconde o manipola le notizie scomode al Governo. Minzolini si difende dichiarando che nel suo telegiornale non intende inserire notizie fondate solo sul gossip; ma per il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il neo-direttore del Tg1 è «un gossipparo», anzi «l'Emilio Fede del servizio pubblico» che toglie spazio alla politica e alle notizie in tv e per questo «andrebbe licenziato per giusta causa» Per questa sua scelta di glissare sulle notizie relative al premier Silvio Berlusconi Marco Travaglio in un suo articolo su l'Unità lo ha soprannominato "Scodinzolini".

In relazione a queste scelte editoriali su internet ha cominciato a circolare un articolo di Minzolini scovato da un blogger (e in seguito segnalato dal giornalista Vittorio Zambardino) che riporta una sua passata dichiarazione in cui il direttore del principale telegiornale Rai, contraddicendo quello che avrebbe detto anni dopo per giustificare l'oscuramento sul suo telegiornale delle notizie sugli scandali sessuali che coinvolgono Berlusconi dichiarò: «Un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. [...] penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. [...] La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico». Il confronto tra questa dichiarazione e gli attuali comportamenti omissivi è stato anche sottolineato in una puntata di Anno Zero del 1/10/2009, che ha affrontato il tema degli scandali sessuali del premier e dell'informazione di regime.

La scarsa informazione sull'inchiesta di Bari del Tg1 e anche del Tg2 provoca l'emissione di un comunicato congiunto dei comitati di redazione delle tre testate Rai: «Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo». Secondo i giornalisti RAI, Minzolini deve comprendere «qual è il compito del direttore di una testata del servizio pubblico, tenuta a raccontare e rappresentare, con tutti i punti di vista, i fatti che hanno rilevanza nella vita del Paese. Un impegno che mai può venir meno e mai può permettersi di tacere notizie o impedire una loro corretta e completa lettura».

Altre aspre polemiche si sono sollevate dopo l'editoriale straordinario nell'edizione serale del Tg1 del 3 ottobre dove il direttore prendeva apertamente posizione contro la manifestazione per la libertà di stampa indetta dalla FNSI per lo stesso giorno definendola "incomprensibile". Contro questo editoriale "anomalo" si sono espressi oltre a molti esponenti politici dell'opposizione, anche il Codacons e lo stesso comitato di redazione del Tg1 che in un comunicato si è dissociato dalle dichiarazioni di Minzolini e ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza. Nel comunicato si precisa che nella storia del Tg1 altri direttori hanno fatto editoriali nell'edizione delle 20, ma quasi sempre in occasione di grandi eventi di politica estera o in momenti difficili per il paese in una logica di unificazione nazionale. Non risultanto editoriali "contro" e in chiave politica di parte nei precedenti della storia del Tg1. Anche il numero uno dell'azienda di Viale Mazzini, Paolo Garimberti, ha scritto al direttore generale Mauro Masi per preannunciare l'esame della vicenda in Consiglio di amministrazione. Una missiva con la quale il presidente ha manifestato tutto il disappunto per l'episodio che, tra l'altro, ha suscitato la presa di distanza del comitato di redazione del tg1. Garimberti ha definito "irrituale" la sortita dell'editoriale.Il presidente della Vigilanza, Zavoli, pur non nominando mai il direttore, in una nota sostiene che l'editoriale "non corrisponde allo spirito e alle modalità di un servizio pubblico".

Partecipazione a film di Nanni Moretti

Durante gli anni '70 partecipò a due film di Nanni Moretti, Io sono un autarchico del 1976 e Ecce Bombo del 1978.

«Minzolinismo»

Gli viene attribuita l'invenzione del «minzolinismo», neologismo nato a metà degli anni '90, inteso come «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte».

Esempio di "minzolinismo"

"C'è una frase che torna spesso nella mente di Silvio Berlusconi in questi giorni. Una frase che un testimone di cui il Cavaliere si fida ciecamente avrebbe sentito uscire dalla bocca del presidente del tribunale di Milano che dovrebbe emettere la sentenza nei suoi confronti sul «processo Mills», Nicoletta Gandus: «Io a Berlusconi gli faccio un c... così. Lo condanno a sei anni di carcere e poi voglio vedere come fa il presidente del Consiglio»."(La Stampa, 21 giugno 2008)

Il 22 marzo 1994 Minzolini firmò un'intervista a Luciano Violante su La Stampa "I segreti di Violante. Quel che so di Dell' Utri". A causa dell'intervista Violante si dimise dalla presidenza della commissione Antimafia. In seguito si scoprì che l'intervista non era mai stata fatta ma che, per ammissione di Minzolini, «l'articolo, nella parte in cui attribuisce a Violante dichiarazioni su Dell' Utri, fu frutto di impressioni soggettive determinate da malinteso all'interno di una conversazione su altro soggetto».

In occasione di un ulteriore, discusso editoriale trasmesso dal Tg1 la sera dell'11 dicembre 2009, l'applicazione del «minzolinismo» fu estesa alle dichiarazioni di mafiosi. L'episodio fu interpretato come l'atto di nascita del cosiddetto «Teorema Minzolini».

Secondo "la Repubblica", tuttavia, «La definizione è ingenerosa perché il nuovo direttore del TG1 è stato per un ventennio il principe del retroscena politico, il più astuto dei predatori del Transatlantico, il più veloce dei rapaci della notizia» anche in quanto allievo di Guido Quaranta.

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